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Internet: Prodi rimpiange SuperMario, serve una rete europea

Vi ricordate superMario, il nome con cui i media chiamavano il commissario Ue alla concorrenza, Mario Monti nella sua lotta contro i giganti americani della Rete? Nel 2004 il commissario Mario Monti inflisse una mega multa di 497 milioni di euro contro Microsoft per abuso di posizione dominante. Altri tempi quando la Commissione contava e i  paesi membri un po’ meno. Sul tema è tornato, non a caso, l’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi.[
Le società della Rete “si comportano come dominatori del mondo: è un problema molto serio perché è in gioco la nostra libertà, sono preoccupato dell’evoluzione politica di questo sistema. Un giudice italiano impone di cancellare minacce e offese, e Facebook risponde ‘rejected’… Questo va oltre il singolo caso, ma è un problema generale di sovranità. Siamo davanti a una cessione di sovranità di fatto, anche se non di diritto”. Così Romano Prodi ha commentato in un’intervista a QN gli ultimi rifiuti da parte dei colossi informatici di obbedire agli ordini giudiziari. “Se noi europei restiamo senza queste reti siamo finiti”, dice il professore, per il quale l’Unione dovrebbe favorire la nascita di social europei: “Le reti del mondo sono tutte americane o cinesi. I privati dovrebbero poter realizzare reti analoghe ma con una forza che coinvolga tutta l’Europa”.
“Quando una rete diventa incontrollata ne approfittano tutti. Diventa anarchica. Nessuno vuole il controllo dei media sotto l’aspetto dei contenuti, il problema è che queste strutture sono fuori dalla nostra sovranità”, osserva. Prodi era presidente della Commissione all’epoca della multa a Microsoft per posizione dominante: “Era un momento in cui la Commissione aveva un’enorme forza e rappresentava tutti i Paesi”, oggi “la forza è passata ai singoli Paesi e quindi c’è un’Europa meno forte, con maggiore difficoltà ad avere una linea comune”. Altri tempi prima che scoppiassero le tre crisi che oggi affliggono l’Unione alle fondamenta: la crisi dei debiti sovrani, dei migranti e ora del terrorismo.

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