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Meningite C, l’Oms lancia il rischio epidemia in Africa occidentale

La notizia dovrebbe essere presa in seria considerazione dalle autorità europee e nazionali per predisporre a tabur battente gli opportuni meccanismi di precauzione sanitaria. Il mondo si fa sempre più piccolo e secondo la famosa teoria economica delle catastrofi un “battito di una farfalla in Brasile può causare un ciclone in Florida”, così un rischio epidemia in Africa può diventare un fenomeno globale. Ma torniamo alla notizia in sè: c’è il rischio di un’importante epidemia di meningite da meningococco C in Africa occidentale. L’allarme è stato lanciato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Lo riferisce Swissinfo.ch fornendo dettagli degni di nota e di maggiore attenzione e approfondimento. Anche il nostro paese sembra si sia già mobilitato in alcune Asl per fornire assistenza e medicinali ai paesi colpiti.

La stagione infettiva sta iniziando e nello steso tempo si registra la circolazione di un nuovo ceppo del batterio altamente invasivo e una grave carenza dell’apposito vaccino.

Elementi che, uniti, secondo l’Oms potrebbero provocare una “catastrofe” che può arrivare a colpire i 34 milioni di persone che vivono in quella che gli esperti definiscono come la “cintura” africana della meningite, un’area  territoriale che copre ben 26 Paesi. Possibile? Secondo gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità la risposta è sì.

Solo l’anno scorso la meningite di tipo C ha causato 18mila casi tra Nigeria e Niger e si può arrivare fino a 670 casi per 100mila persone, visto che l’immunità della popolazione è molto bassa e il batterio sta già circolando nei paesi vicini, come Burkina Faso e Mali, e può diffondersi anche in Liberia, al di fuori della Cintura. La aree rurali sono quelle più soggette perché più povere e meno attrezzate di quelle urbane.

Per affrontare questo rischio di epidemia e cercare di arginare un’epidemia su larga scala, l’Oms ha chiesto alle aziende farmaceutiche e ai donatori di aumentare la disponibilità del vaccino. Le scorte di emergenza a livello internazionale per il 2018 ammontano solo a 2,5 milioni di dosi con il ceppo C, ma ne servono almeno altri 10 milioni di dosi per il 2018-2019.  Ora la palla passa ai donatori e alle istituzioni preposte oltre che alle aziende farmaceutiche. Insomma sarebbe necessaria una ampia mobilitazione internazionale per meglio affrontare la situazione prima che sfugga di mano e diventi una emergenza globale.