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“L’anima italiana” di UniCredit e il cambio di rotta sulle opere d’arte

Non c’è bisogno di essere degli esperti o degli appassionati d’arte per apprezzare la svolta in UniCredit in materia di beni artistici posseduti dalla banca stessa. Le opere d’arte di Unicredit infatti non saranno più vendute da Christie’s, la casa d’aste a cui l’ex amministratore delegato francese ed ex parà Jean Pierre Mustier aveva affidato il compito di cedere parte della collezione della banca allo scopo di finanziare, con il ricavato, iniziative di impatto sociale e sostenere i giovani artisti.
Il nuovo amministratore di UniCredit (è al comando da circa 100 giorni semplificando e snellendo la catena di comando dell’istituto di Piazza Gae Aulenti) Andrea Orcel ha deciso di fermare la vendita delle opere della banca, mettendo a punto un nuovo piano “per rilanciare e valorizzare”, il patrimonio di Unicredit e facendo riferimento “all’anima italiana” del gruppo paneuropeo. Un richiamo importante e un passo opportuno per la seconda banca del Bel Paese. Orcel sta cercando di utilizzare e mettere a frutto tutto il potenziale della banca ancora inespresso e quindi la fine della vendita di opere d’arte della banca stessa va in questa direzione più generale fortemente voluta dal ceo.
Unicredit è un gruppo paneuropeo con un’anima italiana. Arte e cultura sono il fulcro della storia e del patrimonio di questo Paese, nonché elementi fondamentali da cui ripartire per costruire il nostro futuro. Per questo, Unicredit ha deciso di interrompere ogni ulteriore vendita delle proprie opere e di promuovere una serie di attività con una forte impronta innovativa a sostegno dell’arte e della cultura, vero motore di sviluppo e coesione sociale”, ha dichiarato in una nota il ceo di Unicredit facendo riferimento e non a caso a “un’anima italiana” della banca paneuropea.
Un’ “ottima notizia”, una “scelta assolutamente in linea con lo spirito di collaborazione che il privato e il pubblico devono avere nel tutelare e valorizzare lo straordinario patrimonio artistico Italiano”, ha commentato positivamente il ministro della Cultura, Dario Franceschini.
La collezione di Unicredit si compone di circa 53.000 beni, distribuiti soprattutto in Austria, Germania e Italia e presenti a Milano, Roma, Monaco e Vienna. Ne fanno parte capolavori dell’arte classica, del XIX secolo, dell’epoca moderna, in particolare impressionista, e contemporanea. Tra le opere che rischiavano di finire all’asta figurano Psiche abbandonata da Amore di Dosso, Ritratto di gentiluomo col flauto di Savoldo, il Cristo morto di Signorelli, il Giocoliere di Donghi, la Guerra di Balla, l’Aia di Carrà, le Sorelle Pontorno di Casorati.