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Teheran aumenta la repressione contro le feste “underground”

La notizia è importante perché denota lo scollamento tra regime iraniano (in particolare delle sue forze più oltranziste) e la popolazione più giovane sempre più stanca e insofferente dei metodi autoritari in corso a Teheran dai tempi della controversa vittoria presidenziale di Ahmadinejad, il primo populista nella scena mediorientale che si scagliava ai tempi contro l’establishment iraniano in nome delle folle diseredate. La polizia iraniana ha arrestato 120 persone a Teheran dopo aver fatto irruzione in un locale dove era in corso una festa e venivano serviti alcolici. L’operazione di polizia, riporta Askanews,  rientra in una serie di iniziative contro le cosiddette feste “underground”, sempre più diffuse e organizzate in modo estemporaneo come flash mob. Nel giugno scorso in un analogo raid la polizia aveva arrestato altre 130 persone coinvolte in una simile festa. Tra gli arrestati della notte scorsa anche due cantanti che non avevano l’autorizzazione per esibirsi in pubblico.

La legge islamica, in vigore in Iran dal 1979, cioè dalla rivoluzione di Khomeini che scalzò lo scià Reza Palavi, autorizza il consumo di alcolici solo per le minoranze non musulmane, e vieta di ballare con persone dell’altro sesso (ad eccezione dei membri della famiglia). Quanto alle sanzioni per la violazione di simili precetti, le autorità stanno rafforzandone la severità. In primavera una trentina di giovani arrestati dopo una festa con alcolici nel nord dell’Iran sono stati condannati a ben 99 colpi di frusta ciascuno.