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Macron attivo nel Golfo si guadagna la copertina di Time come futuro leader Ue

La Francia del presidente Emmanuel Macron ha venduto due corvette di classe Gowind del gruppo  Naval Group di proprietà statale agli Emirati Arabi Uniti (UAE). Lo ha reso noto l’inquilino dell’Eliseo nel corso di una conferenza stampa giovedì. Si tratta di corvette destinate svolgere varie missioni per mantenere la sicurezza marittima, la gestione di crisi e il combattimento.
L’accordo prevede anche un’opzione per l’acquisto di ulteriori due navi in futuro, ha voluto precisare sempre la presidenza francese in una dichiarazione. L’ufficio del presidente francese non ha però voluto rivelare i dettagli finanziari dell’operazione.

Comunque -ricorda la Reuters – le vendite di armi francesi alla regione araba del Golfo persico sono aumentate sensibilmente negli ultimi anni, dopo che il governo di Parigi ha deciso di avere legami sempre più stretti e di amicizia con gli stati arabi sunniti, che apprezzano la dura posizione transalpina tenuta sul loro rivale iraniano e sciita e di simili posizioni tenute nei conflitti della regione come ad esempio in Siria. Il presidente francese, Emmanuel Macron, in visita negli Emirati Arabi, ha dichiarato che – dopo Dubai – si recherà immediatamente in Arabia Saudita, una tappa a
sorpresa nel suo giro nella regione, per incontrare il principe ereditario di quel Paese. Lo ha annunciato lui stesso su Twitter imitando il suo omologo americano Trump che sembra aver lanciato la moda della twitter diplomacy. Parlando nel corso di una conferenza stampa, Macron ha detto anche che il missile lanciato dai ribelli sciiti in Yemen contro Riad lo scorso fine settimana era “chiaramente” un missile iraniano. Il capo dell’Eliseo non ha fornito prove di questa sua importante affermazione ma ha affermato che l’accordo nucleare delle potenze occidentali con l’Iran dovrebbe restare in vigore ma che nuovi negoziati dovrebbero svolgersi sul programma balistico di Teheran.

La Francia però gioca una partita disinvolta nell’area: Parigi attraverso la compagnia petrolifera Total ha siglato il 3 luglio scorso un accordo con Teheran per lo sfruttamento del mega giacimento di South Pars, per 4,8 miliardi di dollari insieme ai cinesi della Cnpc. South Pars è il giacimento che l’Iran condivide con il Qatar, l’emirato del Golfo entrato recentemente nel mirino di Egitto, Arabia Saudita, Emirati arabi uniti e Bahrain. Certo i francesi della Total hanno usato per prudenza finanziamenti delle banche cinesi per dribblare possibili sanzioni dell’amministrazione americana di Trump non particolarmente tenera se non decisamente antagonista con il regime degli  ayatollah. Ma resta il fatto che Parigi sembra voler giocare più ruoli in commedia, una parte complicata anche per il dinamico presidente Macron che si è appena guadagnato la copertina del settimanale americano  Time come il riformatore dell’Unione europea senza più egemonie. Progetto politico ambizioso ma di cui l’Unione ha estremo bisogno per affrontare le sfide globali dei prossimi anni.