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Grecia, gli indici sul rischio prevedono l’uscita dal tunnel ma la sorveglianza durerà fino a che il 75% del debito non verrà ripagato

Dall’ultimo giorno lavorativo del 2017, il miglioramento degli indici basati sul calcolo del rischio del credito sovrano della Grecia è notevolmente aumentato. La misura di EDF(Expected Default Frequency) a cinque anni del debito sovrano del paese  è diminuita dall’1,94% del 29 dicembre all’1,36% del 17 gennaio dice un report di Moody’s. Questa diminuzione di quasi il 30% ha richiesto meno di tre settimane, rispetto a una riduzione del 34% nei sei mesi precedenti. Significa che gli investitori sono diventati di recente molto più ottimisti sull’improbabilità che il sovrano della Grecia fallisca nei prossimi cinque anni. Tutto bene dunque sotto il Partenone? Sembra di sì.
In effetti ad incoraggiare questo nuovo atteggiamento degli investitori è stata l’approvazione da parte del parlamento greco delle ulteriori riforme economiche richieste dai suoi creditori, tra cui una riduzione del diritto di sciopero. Questo passo, molto sofferto per i deputati di Syryza, il partito di sinistra radicale che sostiene la maggioranza,  è stato visto come un avanzamento per spianare la strada, probabilmente a metà anno, per l’uscita del paese dal  regime di sorveglianza operato dalla troika in seguito al salvataggio. La libertà da questi ultimi controlli della troika, se approvata dai creditori, dovrebbe rendere la vita più facile alla popolazione greca, che ha subìto misure di austerità istituite circa otto anni fa, tra cui 13 tagli alle pensioni. Anche l’espansione economica della Grecia è sostenibile (la Ue prevede 2,5% di crescita annuale) , in consonanza con l’espansione economica dell’Europa.
Gli investitori sono più ottimisti dunque perché la nuova prospettiva è importante per la Grecia che così può mettere in soffitta la preoccupazione per la bancarotta del suo debito sovrano, un timore sorto con la crisi del credito sovrano europeo iniziata nel 2009. La Grecia non era l’unico paese europeo al centro della bufera economica, ma era molto vicino alla bancarotta, che avrebbe avuto terribili effetti sull’intera economia europea e che avrebbe potuto estendersi anche agli Stati Uniti. La situazione è stata talmente eclatante che la Grecia ha ricevuto enormi prestiti di salvataggio dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale nel 2010, nel 2012 e nel 2015 per 110, 130 e 85 miliardi di euro . Sebbene le misure del salvataggio potranno essere presto allentate, la Grecia dovrebbe “rimanere sotto la supervisione dei creditori fino a che il 75 percento dei suoi debiti venga ripagato” e cioè tra molte decadi.