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E’ la fine dei CDS

Il patto di ristrutturazione del debito raggiunto dalla Grecia con le banche non rappresenta un "credit event" e come tale non fa scattare il pagamento dei credit default swap. Lo ha deciso la International Swaps and Derivatives Association, (Isda), al termine di una riunione ad hoc del comitato determinazioni.
Alcune considerazioni a cado sulla decisione: 1) Le banche tedesche e americane, maggiori detentrici di Cds, festeggiano per lo scampato pericolo di dover pagare le assicurazioni che ammontavano a 3,25 miliardi di dollari.
2) La decisione non è una bella notizia per i piccoli risparmiatori perché tendenzialmente rende più agevole l’applicazione delle Clausole di azione collettiva (Cac) che obbligano tuti ad aderire in quanto dopo la decisione Isda viene meno la minaccia di far scattare i Cds.
3) È la fine dei Cds perché nessuno investitore, d’ora in avanti, si assicurerà contro l’insolvenza dei debiti sovrani sapendo che l’assicuratore non pagherà in caso di default.
La vicenda era scattata dalla richiesta di due investitori, il cui nome è rimasto per ora segreto, che avevano chiesto all’International Swaps & Derivates Association (Isda) di determinare se la ristrutturazione del debito della Grecia inneschi un "credit event" e faccesse scattare quindi i Cds che hanno assicurato 3,25 miliardi dollari del debito della nazione.
Contemporaneamente anche un comitato segreto di rappresentanti di 15 grandi banche, hedge fund e fondi di investimento, si è riunito oggi per stabilire se la ristrutturazione del debito greco faccia scattare anche i derivati come i Credit default swaps (Cds), i contratti con cui ci si protegge dal rischio default. Lo scrive il Wall Street Journal online sottolineando come la decisione avrà effetti non solo sui Cds greci ma potenzialmente sull’intero mercato obbligazionario e sui detentori di 2.900 miliardi di dollari di Cds sul debito sovrano nel mondo.
Si calcola che i piccoli risparmiatori retail abbiano in mano bond greci per 16 miliardi di euro di cui 1 miliardo in Italia.
La ristrutturazione del debito pubblico della Grecia prevede un taglio del 53,5% del valore di rimborso dei titoli pubblici ellenici in mano agli investitori privati, oltre all’inserimento di una Clausola di azione collettiva che estende al ristruttuazione del debito anche agli investitori che non hanno aderito all’iniziativa volontaria.