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Evitare che a Milano cali il sipario sulla cultura. I teatri Derby e Smeraldo a rischio chiusura

Una serata a teatro è sempre un evento piacievole, un tuffo nella cultura, una fuga dall'universo televisivo. Ieri sera sono andato a vedere al teatro milanese Smeraldo - che purtroppo chiude i battenti a giugno - Caveman, ovvero l'uomo delle caverne, uno spettacolo teatrale che fa pensare ridendo, ("castigat ridendo mores" dicevano i latini tradotto liberamente da Totò nel film "Totò lo sceicco", in "ridendo castigo i mori") . Il tema del monologo di Caveman e il rapporto di coppia che per una volta tanto non scoppia, perché a scoppiare sono solo le  risatefragorose e liberatorie  che in sala non sono mai mancate dall'inzio alla fine della serata. Stupenda nella sua vis comica. Un monologo  esportato dagli Usa in 30 paesi nel mondo e tradotto in più di 15 lingue, un successo mondiale declinato ieri sera a Milano per un pubblico italiano, con puntate addirittura sul meneghino. Eccezionale il racconto in dilaletto milanese dell'incontro tra giovani nella balera anni 60 nella periferia milanese. Il tema dello spettacolo è l'incomprensione tra uomini e donne. Ma lasciando a casa i toni tragici di Bergman o Ibsen il tono è comico e esilerante. Perché uomini e donne sono così diversi?

Gli uomini e le donne sono diversi perché nella preistoria, l’uomo era cacciatore, la donna raccoglitrice. Da qui tutte le differenze successive che sono arrivate fino ai giorni nostri: le donne collaboravano tra loro, mentre gli uomini trattavano tra di loro. Da tale diverse attidudini si sono sviluppate qualità opposte: ecco spiegati gli eterni dissidie le diverse visioni del mondo tra i due sessi. Il pubblico si è divertito perché tutti si sono identificati in una serata di grande divertimento. Una lettura leggera e nello stesso acuta tra i due mondi, Venere e Marte che non si capiscono eppure si attraggono per completarsi. Una lotta continua tra opposti che si attraggono.
In Italia Caveman è arrivato nel 2008, dove l'adattamento e la traduzione, sono stati curati da Maurizio Colombi, un vero mattatore post-moderno che sa parlare con il pubblico in sala trasformandolo in un secondo attore protagonista nella scena. Colombi  ha avuto anche la fortuna di aver avuto il supporto di Teo Teocoli, che ha firmato la sua prima regia teatrale. Un'ottima scelta che speriamo non resti isolata. Oggi intanto presidio davanti al teatro Derby in via Mascagni a Milano per cercare di evitare che un altro teatro chiuda definitivamente i battenti. Milano non merita di impoverirsi culturalmente così: dopo la guerra mancava il pane, ma il Piccolo Teatro di Grassi e Strehler seppe rinascere dalle sue ceneri. Ora bisogna evitare che a Milano cali il sipario sulla cultura. Il sindaco dovrebbe occuparsi del pane e le rose.