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Il Parlamento greco approva tra le polemiche un clamoroso finanziamento elettorale ai partiti

Mentre a Roma si pensa di correre ai ripari in tutta fretta per ridurre i fondi pubblici ai partiti dopo l’ennesimo scandalo sui rimborsi gonfiati, ad Atene scoppia una polemica in parlamento sullo stesso tema caldo mentre i cittadini greci sono sempre più stremati dalle pesanti misure di austerity e dal quinto anno di recessione economica. Il Parlamento greco ha votato lunedì  una misura  a favore di un finanziamento statale di una somma forfettaria di 30 milioni di euro a titolo di rimborso spese elettorali per le passate elezioni generali del 2009 a favore dei cinque partiti rappresentati in aula e un anticipo delle future spese in vista delle prossime consultazioni di maggio .
Una scelta molto contestata e passata sul filo di lana con una maggioranza esigua.  Un totale di 155 deputati su 300 hanno votato a favore, 56 hanno votato conro,  tre si sono astenuti  e 86 erano assenti.

La modifica porterà nelle casse del partito socialista  PASOK, il conservatore Neo Demokrazia, il Partito Comunista (KKE), la Coalizione della Sinistra Radicale (SYRIZA) e al Partito di estrema destra (Laos) una somma di 30 milioni relativa ai finanziamenti statali per il  2011 e un anticipo per quest’anno .

Il ministro degli Interni Tassos Giannitsis, che ha difeso la norma, ha detto di sperare che i partiti manterranno le loro promesse di usare il denaro per pagare il personale non ancora retribuito e di saldare le spese insolute.

Lo stanziamento a favore del finanziamento pubblico ai partiti è stato contrastato dal partito nazionalista (Laos) e dalla sinistra radicale SYRIZA così come dai partiti più piccoli che sono emersi dopo le ultime elezioni: Sinistra democratica, Alleanza democratica e Greci Indipendenti, un gruppo di dissidenti di Neo Demokratia cacciati dal partito da Antonis Samaras perché contrari alle politiche di austerità . I parlamentari del partito comunista KKE si sono astenuti.

Il leader dell’Alleanza democratica, Dora Bakoyannis,  ha detto che si opporrà al provvedimento facendo ricorso  alla Corte costituzionale per verificare se la norma sia costituzionale. Altri parlamentari hanno detto di non poter accettare che i partiti ricevano questi soldi in un momento così grave per i greci che stanno soffrendo gli effetti delle manovre di austerità. Recentemente si è suicidato  per protesta contro le manovre di austerità un pensionato proprio davanti al Parlamento greco.

Il Vice Ministro della Difesa Yiannis Ragousis del PASOK si è astenuto dal voto e ha rassegnato le dimissioni dal governo di Lucas Papademos  in segno di protesta. Secondo i quotidiano conservatore Kathemirini in Grecia i partiti hanno ricevuto circa 550 milioni di euro da fondi pubblici nel corso del decennio, ma PASOK e ND sono in debito verso le banche per  circa 250 milioni di euro. Insomma un fallimento economico oltre che politico dei due maggiori partiti ellenici da collocare nel più ampio fallimento del paese mediterraneo che ha appena portato a termine la maggior ristrutturazione del debito della storia su 206 miliardi di euro ridotti di circa 100 miliardi di euro di perdite.