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Oro sì, oro no, Berna al referendum sull’aumento dell’oro come riserva, la Cina ha riserve aurifere all’1,7%

Dopo l'articolo su Bankoro di Fulvio Coltorti e Alberto Quadrio Curzio sul Sole 24 ore di martedì 16 aprile è tornato l'interesse di commentatori e operatori sull'uso e la mobilitazione delle riserve auree della banche centrali. Fa quindi scalpore notare che in Svizzera, dove la banca centrale nazionale è stata particolarmente attiva nella vendita di oro nella seconda metà degli anni duemila, ha visto approvare dal Governo un referendum di inziativa parlamentare che si prefigge tre obiettivi sull’oro svizzero 1) l'oro dovrà essere depositato fisicamente in Svizzera così come ha fatto la Bundesbank che ha fatto rimpatriare parte del suo oro detenuto all'estero; 2) la Banca centrale perde il potere di poter vendere l'oro; 3) La Banca centrale svizzera deve detenerne un ammontare pari ad almeno il 20% del totale delle riserve.

 

"Attualmente – dice Antonio Cesarano, capo della strategia di mercato di MPS capital services -  il totale delle riserve svizzere è pari a circa 520 miliardi di dollari di cui circa 47 miliardi di dollari investiti in oro, pari cioè a circa il 9% del totale delle riserve".

 

"Il peso delle riserve auree svizzere è molto basso sul Pil rispetto al totale delle riserve (9%) ma piuttosto elevato rispetto al Pil , se confrontato con Germania ( 80%) ed Italia (76%), paesi questi ultimi tra i maggiori detentori al mondo di riserve auree", spiega sempre Cesarano.  Va notato che la Cina ha solo l'1,7% di oro sul totale delle sue riserve, pur essendo il sesto paese al mondo per quantità di riserve d'oro (1.054 tonnellate), secondo i dati forniti dal World gold council, l'associazione dei produttori di oro nel mondo.

Se il referendum elevetico passasse, cosa tutta da dimostrare, il totale di riserve detenute in oro e lingotti dovrebbe raddoppiare con un incremento di circa 50 miliardi di dollari. A titolo di confronto l’importo stimato di vendita di oro da parte della banca centrale cipriota è di 0,4 miliardi di dollari.

Così Berna dovrebbe, se dovesse passare il referendum  risalente a una inziativa parlamentare del settembre 2011, tornare sul mercato e acquistare l'oro che aveva precedentemente venduto. Sperando che nel frattempo i prezzi si siano abbassati (come avvenuto recentemente con una calo del 10% in un giorno) rispetto al momento di vendita, altrimenti per Berna non sarebbe stato un buon affare disfarsi di parte delle sue riserve aurifere.

Il tema quindi su come mobilizzare l'oro delle riserve è ancora controverso in Europa e soggetto a cambi di opinione a 360 gradi.

 Ancora più interessante la motivazione del referendum: "in una mossa irresponsabile la Fed e la Bce stanno operando una de facto svalutazione delle loro monete stampando un quantità enorme di dollari e euro. Queste azioni colpiscono la Banca nazionale svizzera e il franco che rischia anch'esso la svalutazione".    Ecco perché bisogna aumentare al 20% le riserve detenute in oro come bene rifugio, dicono i promotori del referendum.  Chissà cosa pensano delle politica di espansione monetaria decisa di recente dalla Bank of Japan che sta inondando il mondo di yen con il fine di stimolare l'economia nipponica e incentivare l'export. Il Giappone ha 765,6 tonnellate di oro di riserve, nono paese al mondo, pari al 3,3 %  delle sue riserve totali. Segno che Tokio non si preoccupa troppo di avere riserve in oro. 

 

 

http://www.goldinitiative.ch/downloads/goldinitiative-english.pdf