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Allarme Fmi sulla Grecia: mancano 11 miliardi di euro – Aumentano le prospettive di una ristrutturazione

Grecia di nuovo nella tormenta finanziaria. Secondo l’Fmi alla Grecia mancheranno 11 miliardi di euro entro la fine del 2015, una previsione che è tornata ad alimentare l’ipotesi della necessità di un nuova ristrutturazione del debito o di nuovi aiuti supplementari da parte dei partner europei. L’allarme è contenuto in un documento conclusivo della quarta revisione della Extended Fund Facility, il programma di aiuti del Fondo monetario ad Atene rilasciato oggi.

L’Fmi aggiunge che il deficit di 11 miliardi potrebbe essere ancora più grande: secondo il rapporto, il piano di salvataggio della Grecia deve affrontare un buco di 4,4 miliardi di finanziamento nel 2014 e un altro di 6,5 miliardi nel 2015. Il divario potrebbe essere ancora più grande, secondo il decano e capo di missione dell’FMI in Grecia, il danese Poul Thomsen, se la crescita dovesse essere minore delle attese o se il paese non dovesse raggiungere, come già avvenuto in passato, l’obiettivo delle privatizzazioni. Atene è nel setso anno consecutivo di recessione e nel quarto di austerità.

Il rapporto prosegue ricordando che i recenti sviluppi economici registrati in Grecia sono «in linea con le previsioni» per una contrazione del Pil del 4,25% nel 2013. Il Pil si é contratto del 5,5% nel primo trimestre e il debito é salito al 160,5% del Pil. Secondo il Fondo monetario internazionale «una ripresa é prevista a partire dal 2014», mentre l’evoluzione del debito sarà «in linea con la cornice concordata dalla Grecia con i partner europei». Alla luce dei tentativi di recupero, il Fondo prevede «una graduale riduzione del calo del Pil, seguito da una stabilizzazione dell'attività economica verso la fine dell'anno». Le previsioni sono fatte sulla base del contributo delle esportazioni e degli investimenti, il cui effetto positivo é mitigato dal calo dei consumi privati e pubblici. Nel medio termine, dice il Fmi, «la ripresa sarà trainata dal settore esterno, a sua volta sostenuto dal miglioramento della competitività, e dagli investimenti».

Tuttavia, avverte l’Fmi, il rischio che le previsioni debbano essere modificate é molto alto, soprattutto a causa «dei ritardi delle riforme strutturali, delle vulnerabilità dei conti e della potenziale instabilità politica». Insomma una vecchia storia sulla allergia dei greci a varare e implementare sul terreno le riforme strutturali.