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Spiegel: Kohl voleva rimandare a casa metà dei turchi residenti in Germania

La notizia è di quelle che farà scorrere fiumi di inchiostro sui sempre più difficili rapporti tra Germania e Turchia e sulla sempre più lontana ipotesi di allargamento ad Ankara dell'Unione europea. Un processo di allargamento che Germania e Francia osteggiano da tempo.

Pochi mesi dopo essere diventato cancelliere, Helmut Kohl aveva in progetto di offrire incentivi finanziari per convincere metà dei turchi a lasciare la Germania e tornare a casa. A fare la clamorosa rivelazione é il settimanale tedesco 'Spiegel', che ha preso in esame un verbale dell'incontro avvenuto a Bonn tra l'allora cancelliere democristiano ed il premier britannico conservatore dell'epoca, la lady di ferro, Margaret Thatcher, reso adesso accessibile dall'archivio nazionale britannico. Sul documento, stilato il 28 ottobre 1982, é apposta la dicitura «Secret», mentre un funzionario ha aggiunto a mano «Not for distribution», da non diffondere. 

Al summit avevano preso parte oltre a Kohl, il suo consigliere Horst Teitschik, mentre la
Thatcher era affiancata dal suo segretario  A.J. Coles, estensore del documento reso pubblico solo ora. Nel verbale dell'incontro é scritto che «il cancelliere Kohl ha detto che nei prossimi quattro anni sarà necessario ridurre del 50% il numero dei turchi, ma questo non può ancora affermarlo pubblicamente», poiché «é impossibile per la Germania riuscire ad assimilare i turchi nel loro numero attuale».   

    All'epoca vivevano in Germania poco più di un milione e mezzo di turchi, meno della metà di quelli che vi risiedono attualmente, mentre i disoccupati complessivi del Paese erano 1,8 milioni, sei volte quelli del 1973. Kohl aveva spiegato alla Thatcher che «la Germania non ha alcun problema con i portoghesi e con gli italiani, perfino con gli asiatici del sudest, poiché queste comunità si integrano bene», mentre «i turchi provengono da una cultura molto diversa. La Germania é riuscita ad integrare 11 milioni di tedeschi arrivati dai Paesi dell'Europa dell'est, ma questi sono europei e non pongono alcun problema». Effettivemente in una recente visita in Germania del premier turco filosilamico moderato Recep Tayyip Erdoganm quest'ultimo  aveva invitato i turchi immigrati in terra tedesca ad integrarsi ma a non farsi assimilare dalla cultura tedesca. Una frase che non aveva mancato di creare polemiche tra i due paesi. 

 Ma torniamo alla rivelazione di Der Spiegel. I turchi al contrario, aveva precisato il cancelliere Kohl alla Thatcher, «non sono in grado di integrarsi e del resto nemmeno lo vogliono. L'integrazione da noi é possibile solo se il numero di stranieri che vivono da noi rimane basso». Per questo Kohl aveva in animo un piano per far rimpatriare con incentivi la metà dei turchi nel giro di quattro anni. Nel verbale é scritto che l'ex cancelliere «ha intenzione di capitalizzare i contributi sociali dei lavoratori turchi e di offrire loro un risarcimento». Sempre nel 1982 un sondaggio aveva rivelato che il 58% dei tedeschi era favorevole alla riduzione del numero di stranieri in Germania, mentre anche il predecessore di Kohl, l'ex cancelliere socialdemocratico Helmut Schmidt, in un'intervista al settimanale 'Stern' dell'estate 1982 aveva affermato che «con me nessun turco varca più la frontiera». Non è andata esattamente così come sappiamo per le esigenze di mandopera che le fabbriche tedesche richiedevano in maniera sempre più massiccia. Nel 2000 Helmut kohl ha invece assistito a Istanbul al matrimonio del figlio Peter con la figlia di un imprenditore turco.  Scherzi del destino per il cancelliere che voleva rispedire a casa i turchi.

  • carl |

    Il xcancelliere risulta coniugato con una moglie che ha le metà della sua ottua/nonageria età..:O)
    Io lo ritenevo un “presente”, una regalia..una dimostrazione di riconoscenza.. per il fatto di aver riunificato le Germanie..:o)
    Ora mi chiedo se non abbia anche rappresentato una sorta di diversivo per distorglielo dal progetto di dimezzare in Germania la presenze turche..:o)
    Certo è (e questo vale in tutto l’occidente opulento e non nsolo in Germania) che quando si sono aperti i cancelli, è difficile chiuderli, almeno “democraticamente”..
    Se poi le immigrazioni (e non solo di turchi, ma di molte altre origini) dipendono dalla gestione fallimentare del mondo, delle ex colonie, della globalizzazione.. Allora vien proprio da chiedersi -come ha fatto su di un blog francese un anonimo commentatore – come andrà a finire? E cioè che la “democrazia” occidentale rimarrà embrionale ed incompiuta, oppure se andrà a finire anche peggio..?? Intendo dire come nel XX secolo..
    Ai posteri, ed al solito “senno di poi” delle “élites”, l’ardua sentenza..:o) Sorrido, ma in realtà ci sarebbe assai pooco da ridere.

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