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Fitch, la maggioranza delle banche europee supererà l’esame della Bce. Ottimista anche la Buba

Una prova di ottimismo sullo condizione del sistema bancario europeo è arrivato da una agenzia di reting americana. La maggior parte delle banche europee supereranno l’esame della Banca Centrale Europea ma alcune di esse continueranno ad avere problemi per quanto riguarda i livelli di credito. Lo ha affermato l’agenzia Fitch in una nota.
L’agenzia di rating internazionale sottolinea che a causa di problemi di credito alcune banche, soprattutto quelli dei paesi più deboli dell’eurozona, resteranno vulnerabili. Fitch spiega che esiste “un forte legame tra le banche con il bilancio più debole e i paesi deboli dell’eurozona”. Grecia, Irlanda, Spagna e Italia insieme hanno “oltre i due terzi di prestiti dubbi alla fine del primo semestre dell’anno”, afferma Fitch, aggiungendo di aspettarsi “ulteriori aumenti di capitale e ristrutturazioni dopo il test Bce per le banche più deboli”.
Ma, secondo l’agenzia, “ulteriori progressi saranno necessari nei primi anni della vigilanza unica per rafforzare i bilanci degli istituti di credito”. L’esame Bce è infatti “solo un primo passo”.
Anche Bundesbank è ottimista. “Una revisione dello stato di salute dei bilanci delle banche guidato da Banca centrale europea può essere considerata un successo prima di essere completato poiché le banche hanno raccolto circa 200 miliardi di euro in vista di questo esame”, ha detto alla Reuter lunedì 13 ottobre un alto funzionario della Bundesbank.

Nel discorso tenuto al Brooking Insititute a Washington giovedì 9 ottobre il presidente della Bce, Mario Draghi, ha così riassunto lo stato dell’arte dell’unione bancaria in Europa. “L’Unione bancaria significa tre cose: un unico quadro di vigilanza che applica le stesse regole in tutta l’area dell’euro. Significa un quadro unico di risoluzione, in modo che se una banca deve fallire, la procedura può essere risolta allo stesso modo ovunque, indipendentemente dalla capacità fiscale del suo governo. E si intende un sistema di garanzia dei depositi che fornisca ai depositanti la stessa fiducia che i loro depositi sono al sicuro, indipendentemente dalla giurisdizione”.
“Ora siamo a buon punto nella creazione di un tale sistema – ha proseguito Draghi -. Il meccanismo di vigilanza unico sarà operativo nel mese di novembre. Un Fondo e un meccanismo di risoluzione unico inizieranno a funzionare nel 2016 ed è stato concordato un approccio armonizzato e il finanziamento dei sistemi di garanzia dei depositi in tutta l’area dell’euro, come primo passo verso un unico sistema di garanzia dei depositi”.
La Bce ha fatto sapere venerdì 10 ottobre che ‘comunicherà i risultati della sua valutazione globale sulle banche domenica 26 ottobre alle 12, a mercati chiusi. Il nuovo sistema di unione bancaria europea, che comprende la vigilanza su 130 banche sistemiche sotto lo responsabilità della Banca centrale (braccio della vigilanza) a partire dal novembre 2014, si appresta dunque a raggiungere i suoi obiettivi. I risultati delle singole banche – ha precisa sempre la nota dell’Eurotower – faranno una distinzione tra le carenze di capitale individuate nell’ Asset Quality Review e quelle emerse sulla base dei test.
Le banche avranno due settimane per intervenire sul capitale
Dopo la pubblicazione dei risultati, le banche, laddove si rendesse necessario, avranno due settimane di tempo supplementare per sottoporre i piani sul capitale alla Bce, precisando come copriranno le carenze, vendendo asset o con incrementi di capitale. La valutazione complessiva – ricorda sempre la nota della Bce – è un esame completo dei bilanci delle maggiori banche europee svolto prima che l’Eurotower assuma i suoi compiti di supervisione bancaria a partire da novembre.
I risultati delle singole banche verranno presentati per la prima volta utilizzando un modello standardizzato e, oltre a distinguere tra l’esito dell’Aqr e quello degli stress test fatti sia su uno scenario base sia in presenza di condizioni avverse, conterranno anche importanti informazioni aggiuntive quali le operazioni di ripatrimonializzazione già effettuate dalle banche nel 2014.