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Troppa austerity, così cambia il clima anche in Germania

Il clima politico e sociale sul pareggio di bilancio ad ogni costo, voluto da Berlino nell’eurozona, sta incrinandosi anche in Germania come riporta il quotidiano canadese Globe and Mail. A Washington nel corso degli incontri dell’Fmi, il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, l’ideologo del rigore, ha dovuto subire attacchi da parte di personaggi del calibro di Larry Summers, ex segretario al Tesoro Usa nell’amministrazione Clinton.
Nel corso di un panel a cui partecipava anche il nostro ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, Summers ha accusato senza mezzi termini la Germania di guidare l’Europa lungo un percorso di deflazione alla giapponese con un focus sbagliato sul consolidamento di bilancio in un momento in cui bisognerebbe invece keynesiamente aumentare gli investimenti.

Schaeuble ha ribattuto a Summers ma era palesamente in difficoltà. Il responsabile tedesco delle finanze, inoltre, ha dovuto subire le critiche di alleati tradizionali come l’ex premier finlandese, Jyrki Katainen, futuro vice presidente della Commissione europea, che ha avvertito che la Germania non potrà rimanere competitiva per sempre se non riuscirà a investire di più nel proprio sistema di infrastrutture e nell’istruzione. Berlino infatti ha da anni surplus di bilancia commerciale che superano i limiti di Maastricht.
La critica di Katainen non è passata inosservata in Germania, dove i media locali hanno finora sostenuto senza se e senza ma la volontà di Berlino a favore di un bilancio in pareggio, il rifiuto di stimoli fiscali e la sua insistenza sul fatto che i partner, come la Francia e l’Italia, debbano portare avanti riforme strutturali dolorose, nonostante le loro economie siano oggi in rallentamento
Ma qualcosa si muove anche nei media tedeschi, nonostante l’ennesimo articolo negativo di Der Spiegel sull’Italia. Nel suo editoriale di apertura di domenica, il giornale conservatore Die Welt ha sostenuto che l’economia tedesca si sta indebolendo e quindi questo elemento dovrebbe imporre un ripensamento della politica e ha avvertito che la spinta di Schaeuble per ottenere uno “Schwarze Null” – un bilancio federale in nero, cioè in pareggio se non in attivo – nel 2015 non dovrebbe trasformarsi in un «feticcio». Anche la Sueddeutsche Zeitung, principale quotidiano bavarese, ha affermato che questa politica di rigore rischia di trasformare il partito della Cdu, la formazione del cancelliere Angela Merkel in un “Tea Party of Europe”, con una attenzione parossistica e a senso unico sulla riduzione del disavanzo pubblico.
Merkel nel corso della conferenza stampa tenuta mercoledì scorso a Milano in occasione del summit informale sull’occupazione ha ricordato che il suo governo ha alzato il salario minimo, che significherà un aumento del potere di acquisto di sei miliardi di euro per i consumatori tedeschi, un fatto che unito ad altre riduzioni fiscali per 5 miliardi di euro dovrebbe portare a un incremento nelle tasche dei cittadini per complessivi 11 miliardi di euro. Scelta che, secondo la cancelliera, dovrebbe favorire i partner europei che esportano in Germania.