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Ayatollah divisi: a Teheran basta arresti per chi viola i costumi islamici, un punto a favore dei riformisti

Che succede nel granitico regime degli ayatollah iraniani che stanno assaporando la vittoriosa campagna militare condotta in Iraq e in Siria contro le milizie in rotta del sedicente stato islamico con la stretta alleanza e supervisione del  presidente russo Vladimir Putin? Qualcosa si muove in Iran in senso più tollerante e liberale proprio in materia di costumi sebbene i principali protagonisti dell’Onda verde,  Mehdi Karroubi e Mir Hossein Mousavi siano ancora emarginati dalla vita politica. E proprio mentre il principale concorrente e antagonista regionale, l’Arabia Saudita del re Salman, è in pieno fermento in un titanico piano di riforme e di modernizzazione accelerata per mettersi alle spalle il wahabismo, l’interpretazione più conservatrice dell’Islam che finora ha frenato ogni apertura e la seconda voce di maggior successo nel mondo, dopo il petrolio, dell’export del Paese.

Ma andiamo con ordine. Le autorità di Teheran non arresteranno più le persone per violazioni dei codici islamici. Lo ha detto  il capo della polizia della capitale iraniana, un segnale di allentamento delle restrizioni sociali sotto il presidente moderato Hassan Rouhani.

Il generale Hossein Rahimi – riporta il Wall Street Journal – ha detto che la temibile polizia per il rispetto della moralità cambierà le modalità per far rispettare i valori islamici.  Chi scrive ha visto all’opera la polizia morale islamica nelle vie di Teheran che con solerzia e intransigenza fermava giovani donne che non rispettavano i precetti morali e venivano condotte al più vicino ufficio di polizia dopo aver avvisato i genitori delle  fermate. Dopo decenni di multe, detenzioni e persino frustate per infrazioni minori come le donne che portano lo smalto per le unghie, il trucco pesante o che portano il loro fazzoletto al capo troppo liberamente, qualcosa cambia. Le donne iraniane sono state obbligate a indossare il velo in pubblico dalla Rivoluzione iraniana del 1979, che ha creato una sorta di regime teocratico in risposta alle riforme laiche e modernizzatrici in senso occidentale dello scià Reza Pahlavi.

“Basato su un approccio educativo orientato alla società, la polizia non arresterà coloro che non rispettano i valori islamici”, ha affermato il generale Rahimi, secondo l’agenzia di stampa ufficiale della Repubblica Islamica. “Invece li educerà”. Insomma basta con il pugno duro dell’arresto che verrà sostituito da corsi di rieducazione.

L’annuncio sembra segnare un cambiamento significativo nel modo in cui la polizia di Teheran si occupa del rispetto dei costumi islamici tradizionali. Ma data la lunga e dura storia di applicazione nel passato, fatta di dura e spietata repressione, molti iraniani hanno risposto sui social media con scetticismo e hanno richiesto  una definizione più precisa dei valori islamici che non comporteranno arresti. “Probabilmente sono a corto di cellule di detenzione”, ha scritto in un tweet un giovane iraniano in forma anonima.

Altri giovani invece hanno applaudito al cambiamento annunciato. “Educazione al posto della detenzione. Questa è una vittoria per le donne! “, Ha twittato un giovane identificandosi come Masoud Razi. “La gente, conosce il suo potere.”

Alcuni osservatori dicono che la verifica della vere intenzioni di Teheran si vedrà nell’esecuzione sul terreno della posizioni più liberali per ora solo annunciate, notando che i leader iraniani, tra cui il presidente Rouhani, hanno annunciato in passato provvedementi simili ma senza poi modificare il reale comportamento delle forze dell’ordine. Rouhani nel 2015 aveva detto  a un gruppo di funzionari di polizia che l’applicazione della legge islamica non era il loro compito, ma gli arresti di persone per infrazioni relative ai valori islamici non si sono fermati.

La polizia di Teheran ha arrestato più di 200 persone la settimana scorsa per aver violato i valori islamici presumibilmente danzando e bevendo per celebrare il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, una festa molto sentita in Iran e nel kurdistan iracheno.

In Iran, il Corpo della Guardia rivoluzionaria islamica era stato il responsabile dell’applicazione dei valori islamici nei primi anni dopo la rivoluzione di Khomeini che aveva rovesciato il regime filo-americano dello Scià Reaza Pahlavi che aveva dovuto fuggire dal paese e rifugiarsi in Egitto . Quel ruolo di controllo sociale fu in seguito preso in carico dalla polizia, che pattugliava Teheran in furgoni e sorvegliava le violazioni nelle piazze pubbliche, nei centri commerciali e in altre aree altamente trafficate.

I giovani iraniani in particolare hanno chiesto con forza per un allentamento delle regole sul velo e altre restrizioni legate all’aspetto negli ultimi anni. I loro voti hanno contribuito a far eleggere Rouhani nel 2013 e poi con un secondo mandato quadriennale a maggio scorso. Circa il 40% della popolazione iraniana di circa 82 milioni ha meno di 25 anni.