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Brexiter nel caos, Boris Johnson nega di aver parlato nel 2016 della possibilità di un’invasione di immigrati turchi in Gb

Che succede in Gran Bretagna? Boris Johnson, l’ex ministro degli Esteri britannico,  ha affermato che “non ha fatto alcuna osservazione sulla Turchia” durante la campagna referendaria dell’Ue, nel corso di un discorso tenuto nello Staffordshire dove cercava di accreditarsi, secondo quanto riporta il Guardian, nel ruolo di leader del partito conservatore al posto di Theresa May in caso di cambio al vertice del partito conservatore.

Il maldestro tentativo dell’ex segretario agli Esteri di riscrivere la storia recente ha messo in ombra un discorso molto critico sulla strategia negoziale sulla Brexit di Theresa May, e gli è valso una pioggia di critiche per il suo rifiuto di riconoscere ciò che durante la campagna della Brexit aveva detto e ripetuto più volte con toni allarmistici. A Johnson è stato chiesto dai reporter quali fossero i suoi punti di vista sull’immigrazione e perché durante la campagna per la Brexit nel 2016 aveva così pesantemente sottolineato il potenziale impatto sull’immigrazione della Turchia che poteva aderire all’Unione europea. “Non ho detto nulla sulla Turchia e sui rischi di un’invasione di immigrati turchi nel corso della campagna referendaria”, ha ribattuto Johnson.“Quindi non ho niente di cui scusarmi” ha proseguito il sempre pirotecnico Johnson alla stampa come riporta Il Guardian.

Tuttavia, durante la campagna referendaria del 2016, Johnson aveva ripetutamente parlato della possibilità che la Turchia – la cui richiesta di adesione all’Ue era ed è in stallo – potesse alla fine diventare un membro dell’Ue e che i suoi cittadini sarebbero finalmente riusciti a migrare nel Regno Unito.  Insomma ora Johnson, nel pieno del marasma causato dalla bocciatura del piano della May, rinnega secondo il Guardian, nel caso della Turchia, di essere stato uno dei principali sostenitori dei pericoli di restare nella Ue quale quello di essere invasi da una marea di immigrati turchi.

Al di là della polemica contingente appare chiaro come questa ennesima vicenda fatta di smentite sia un segnale di come la leadership pro-Brexit sia sempre più confusa e in difficoltà dopo aver promesso un’uscita dalla Ue senza problemi, ipotesi che si sta scontrando con una popolazione sempre più preoccupata delle conseguenze ecenomiche e che sta facendo incetta di di alcuni tipi di medicinali per paura di non poterne trovare a sufficienza o a prezzi ragionevoli in futuro in caso di hard Brexit.