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Turchia, Erdogan vuole riportare il culto islamico a Santa Sofia

Non c’è pace per la imponente basilica di Santa Sofia, uno dei più bei monumenti al mondo collocata sul Bosoforo nel quartiere di Sultanahmet. Vicino alla basilica di  Santa Sofia si ergono i sei minareti che contraddistinguono la Moschea Blu, e poco distante si può scendere passando su passerelle in legno che si snodano sotto terra, nella Cisterna Basilica, che un tempo forniva acqua al meraviglioso  Palazzo Topkapı che si apre sulla destra guardando l’ingresso della basilica, poi trasformata in Moschea e ora museo. Poco più avanti ci sono i resti di un ippodromo costruito nel III sec d.C. da Costantino. La storia in questo luogo si è come stratificata e toccare un simbolo è come scatenare na tempesta.

Eppure il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dato istruzioni per cambiare lo statuto del complesso monumentale di Agyasofya, l’antica Basilica bizantina attualmente aperta al pubblico come semplice museo, in modo che torni a essere usata anche come luogo di culto islamico come era avvenuto fino al 1935. Il giornale turco Hurriyet, un tempo bandiera della laicità kemalista ed ora filogovernativo, citando fonti riservate, scrive che Erdogan ha esaminato il progetto.

Il 29 maggio, Erdogan aveva provocato la Grecia che si considera la custode di Santa Sofia aprendo la basilica alla preghiera islamica e annunciato che oltre alla preghiera ci sarebbe stata la lettura della sura di Fatih il conquistatore, per celebrare il 567esimo anniversario della conquista ottomana di Costantinopoli – avvenuta il 29 maggio 1453. L’iniziativa ha provocato una dura e immediata reazione da parte del governo greco guidato dal conservatore Kyriakos Mitsotakis. “Inaccettabile l’utilizzo di un sito destinato ad altri culti”, secondo Atene, cui aveva risposto Erdogan ricordando che nella capitale greca “non è rimasta neanche una moschea”, a differenza di Istanbul, dove numerose chiese sono sempre attive. Santa Sofia, è uno dei principali monumenti di Istanbul e dei più visitati da frotte di turisti ogni anno abbacnati dalla bellezza dei mosaici bizantini.

Santa Sofia nasce come Basilica cristiana ortodossa di rito greco durante il regno dell’imperatore bizantino Giustiniano (quello del Codice omonimo), nel VI secolo, per poi essere convertita in moschea in seguito alla drammatica resa alle truppe ottomane avvenuta nel 1453 da parte del Sultano Fatih e che viene festeggiata ogni anno dal governo turco con una parata storica. Il Sultano Fatih rimase ammaliato dalla bellezza dei mosaici all’interno della basilica, tanto da decidere fortunatamente di coprirli senza però distruggerli. Il grande architetto ottomano Sinan aggiunse alla basilica i 4 minareti che campeggiano ai lati della splendida struttura, patrimonio dell’Unesco, due in meno della Moschea Blu posta di fronte alla basicica. Designata tra le grandi meraviglie del mondo, Santa Sofia diviene un museo nel 1935, per volere del padre fondatore della moderna Repubblica turca, Mustafa Kemal Ataturk, ma spesso gruppi fondamentalisti islamici ne reclamano l’uso come moschea.