Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Perché la Turchia vuole l’escalation nel Mediterraneo orientale?

La crisi economica pesa sui conti pubblici di Ankara dopo una stagione turistica disastrosa mentre la lira turca si indebolisce e la pazienza degli investitori internazionali si sta esurendo. Così Erdogan ha deciso di alzare la posta contro la Grecia per distrarre l’opinione pubblica dalle vicende interne ed economiche.

La Turchia “si aspetta equità dall’Unione Europea” e l’Ue non dovrebbe “aspettarsi un passo indietro” da parte di Ankara nel mezzo della disputa nel Mediterraneo orientale. Parola del vice presidente turco, Fuat Oktay. “Se i tentativi di Atene di espandere le sue acque territoriali non sono un casus belli, allora cosa sono?”, ha incalzato in un’intervista all’agenzia turca Anadolu, assicurando che la Turchia “difenderà i suoi diritti su ogni metro cubo di acqua del Mediterraneo orientale”.

La Turchia ha avviato militari nel Mediterraneo orientale che dovrebbero durare due settimane, in un momento di alta tensione con la Grecia a causa della disputa sui confini marittimi e sui diritti di perforazione. In un messaggio su Navtex, il sistema coordinato di trasmissione di navigazione marittima internazionale, la Turchia ha dichiarato che effettuera’ “esercitazioni di tiro” dal 29 agosto fino all’11 settembre in una zona al largo della città meridionale turca di Anamur, a nord dell’isola di Cipro. Il 28 agosto il ministero della Difesa turco ha annunciato che i caccia di Ankara hanno intercettato sei aerei greci che si stavano avvicinando a una zona in cui era dispiegata una nave di ricerca turca, costringendoli a tornare indietro. La tensione tra Ankara e Atene è salita dopo il 10 agosto con il dispiegamento della nave da ricerca turca Oruc Reis. Sempre il 28 agosto, l’Ue ha avvertito la Turchia che potrebbe affrontare nuove sanzioni, comprese misure economiche dure, a meno che non si compiano progressi nella riduzione delle tensioni in mare. Ma Ankara ha ribadito che non esiterà a difendere i propri interessi: “Il fatto che l’Ue stia facendo appello al dialogo da un lato e allo stesso tempo faccia altri piani riflette una mancanza di sincerità'”, ha commentato il vice presidente Fuat Oktay. Parole poco diplomatiche che segnano una distanza sempre più ampia con Bruxelles e Berlino.