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Turchia, la pericolosa via dell’escalation

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non sembra voler moderare i toni nel contrasto che lo oppone alla Grecia, Cipro e alla Francia sulla delicata questione dei confini marittimi nel Mediterraneo orientale. Erdogan ha sempre preferito in passato la via diretta della difesa dei suoi diritti tali o presunti alla via della diplomazia e della trattativa. Così il presidente turco ha lanciato un segnale alla Grecia di Kyriakos Mitsotakis, chiedendo di “non insistere sulla strada intrapresa”. Un riferimento esplitio all’invio di soldati in alcune isole del Mediterraneo e al rifiuto ripetuto di Atene di intavolare un negoziato. “Guardate quello che sta facendo la Grecia nel Mediterraneo. Cosa credono di fare? Girano come dei satelliti attorno alle isole senza fermarsi. State sbagliando, non insistete su questa strada. Se ci chiamate ‘vicini’ allora riconosceteci i nostri diritti, altrimenti prenderemo le nostre decisioni. La Turchia è ormai pronta a ogni eventualita’”, ha detto Erdogan in occasione del 40esimo anniversario del colpo di stato operato dai militari nel 1980.

Ankara però ha voluto mandare un messaggio anche a Parigi considerata l’alleato più prossimo dei greci. “Se Macron continua così avrà molti problemi”. E’ l’avvertimento lanciato dal presidente turco dopo il recente vertice Med 7 di Ajaccio, in Corsica durante il quale il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato l’Europa a essere unita contro la Turchia. “Eviterei di ricordarlo, ma sono costretto, perché lui parla tanto di me. Ha detto che l’Europa ha un ‘problema con Erdogan’, se continua cosi’ avra’ molti altri problemi. Lasci stare la Turchia e il popolo turco. Pensi a quello che la Francia ha fatto in Africa, dove solo in Algeria ha ucciso un milione di persone. Impari la storia, prima di impartire lezioni di umanita’”, ha detto Erdogan. Nei giorni scorsi Parigi ha evocato la possibilità che nel prossimo vertice Ue di settembre si possano decidere sanzioni economiche alla Turchia se questa non imbocchi la via del dialogo con i suoi vicini e alleati Nato.