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Risparmiatori traditi dalla Ue sullo swap greco

La vicenda dello swap greco continua a suscitare forti proteste da parte dei piccoli risparmiatori che se la prendeno con l'Unione europea.  Un lettore mi scrive per per segnalare che dopo aver ricevuto una comunicazione della sua banca in cui veniva chiesto di aderire o meno allo swap [volontario] dei titoli di stato ellenici ha risposto come la maggior parte dei risparmiatori retail in modo negativo, ma da allora la situazione è precipitata.

Il lettore spiega: "Il Governo greco, con l’appoggio della Unione europea, ha invece imposto a tutti questo scambio non curandosi minimamente di quanto era stato risposto e il tutto mentre la UE affermava che, “finalmente”, la Grecia aveva dato tutte le risposte per poter ottenere la seconda tranche del finanziamento per 130 miliardi di euro.

Tutto questo mentre L'ISDA , l'associazione sui derivati, dichiarava che, questa forzatura, farà scattare il pagamento dei CDS (credit default swap) a conferma che si tratta di un vero e proprio fallimento. Ma la UE non dovrebbe tutelare i cittadini europei? Non si è sempre sentito dire, in questi mesi, che la Grecia non sarebbe mai fallita? Hanno giocato con le parole e oggi ci sono migliaia di cittadini greci ma anche italiani e tedeschi e francesi che si sono visti "TRADIRE" nel più totale silenzio da parte di tutti gli organi di comunicazione. Chiedo che l’Europa prenda atto di questo tradimento e diventi un organo che tutela i suoi cittadini e non che li pugnala alle spalle.

La lettera è simile a molte altre che chiedono all'Unione europea e quindi a Olli Rehn, commissario monetario e agli affari economici, di verificare se non ci siano margini per salvare i piccoli risparmiatori retail europei da questo "haircut", o taglio di capelli. Senza contare che secondo Cristoph Weil economista di Commerzbank questo taglio non salverà affatto la Grecia da un nuovo piano di aiuti, il terzo fra un anno. Senza crescita nessun paese può pagare i debiti, è come una famiglia dove nessuno ha redditi e quindi non può ripagare impegni presi in precedenza. L'unica scelta è vendere i nuovi bond greci del dopo swap da 11 a 30 anni appena incassati perdendo naturalmente altro capitale e uscire dalla vicenda greca.