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L’Iran perde un match con la Ue su Bank Melli

E’ stata Confermata la decisione del Consiglio che congela i capitali della Melli Bank. La Corte di Giustizia Ue respinge l’impugnazione della sentenza del Tribunale che ha confermato l’inclusione di questa filiale britannica della Melli Bank Iran nell’elenco degli enti partecipanti alla proliferazione nucleare.

Il 23 giugno 2008 il Consiglio ha adottato una decisione  secondo cui la BMI e le sue controllate, ivi compresa la Melli Bank, sono state inserite in un elenco con conseguente congelamento dei loro capitali. Il Consiglio ha dichiarato che la BMI «fornisce o cerca di fornire sostegno finanziario a società che procurano merci per i programmi nucleari e missilistici iraniani o sono coinvolte in tale attività» e che «funge da facilitatore per le attività sensibili dell’Iran». In tal senso, la Corte statuisce anzitutto che il Tribunale non ha commesso errori nel ritenere che il diritto dell’Unione imponesse al Consiglio di congelare i capitali di un ente «posseduto o controllato» da un ente riconosciuto quale partecipante alla proliferazione nucleare. Pertanto, il congelamento dei capitali della Melli Bank – posseduta al 100% dalla BMI, ente riconosciuto quale partecipante alla proliferazione nucleare – non doveva essere motivato dal fatto che la Melli Bank partecipasse essa stessa a tale proliferazione.



 

(Sentenza nella causa C-380/09 P, Melli Bank plc / Consiglio). E’ un brutto colpo per la repubblica islamica della guida suprema  Ali Khamenei sempre più in difficoltà per le sanzioni finanziarie volute dall’amminsitrazione Obama e con l’Arabia Saudita pronta a rimpiazzare i i 3 milioni di barili di petrolio iraniani prodotti al giorno.