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Cds sui bond greci, il prezzo è giusto

Dopo due aste tenute  alla presenza di 14 istituzioni finanziarie selezionate tra cui Bank of America, Barclays, BNP Paribas, Citigroup, Ubs, Deutsche Bank e RBS, hanno determinato che la quota di compensazione per i possessori di Credit default swap sui bond greci è pari 78,5% per ogni dollaro di protezione venduta. Questo significa che per il prezzo medio dei nuovi bond greci è stato valutato a 21,5% del valore nominale.  In sostanza  i compratori di Cds riceveranno il valore facciale dei bond assicurati (visto che i Cds sono derivati che funzionano come assicurazione dal default), meno il prezzo dei nuovi bond avuti in cambio delle vecchie obbligazioni greche.

E' corretta questa operazione? Sì e vediamo perché. Per ogni 100 euro di bond greci Atene ha dato nell swap 15 euro in bond del fondo salva stati più un pacchetto di 20 tipi di bond per un valore di 31,5 euro che valgono circa un quarto del loro valore facciale, quindi 8 euro. I bond di alta qualità valgono 15 così più 8 il totale è 23 euro su 100 euro di bond detenuti.  L'asta ha stabilito a 21,5% il prezzo e quindi siamo vicini al valore reale delle perdite che sono state coperte dal Cds, cioè il 78,5 per cento. 

Per questo su 3,2 miliardi sarà di circa 2,5 miliardi di dollari il conto di risarcimenti che le
emittenti di Cds – derivati  di assicurazioni contro il default sui pagamenti – saranno chiamate a pagare sulla Grecia.   Ancora alcuni giorni or sono la questione dei Cds sui bond greci veniva descritta con molta  inquietudine dalla stampa finanziaria. Tuttavia più di recente le elevate adesioni allo scambio sui bond proposto dalla Grecia – operazione che si è chiusa con successo – hanno ridimensionato la rilevanza delle sorti dei risarcimenti sui Cds che ne escono sostanzialmente bene.