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Italia, una scommessa da 160 miliardi di derivati

Ha fatto scalpore nell'opinione pubblica la risposta data dal sottosegretario alla Pubblica istruzione Marco Rossi Doria all'interpellanza presentata alla Camera dal deputato Antonio Borghesi dell'IDV con la quale il governo Monti ha finamente reso noto agli italiani l'esposizione dello Stato in titoli derivati. Esposizione  che è pari secondo il sottogretario a 160 miliardi di euro su 1.624 miliardi di titoli in circolazione, circa il 10 per cento del totale. Una cifra di tutto rispetto.

E una notizia che fa riflettere visto che recentemente il Tesoro italiano ha dovuto rimborsare 2,5 miliardi di euro (5mila miliardi di vecchie lire) alla banca d'affari americana Morgan Stanley rappresentata in Italia dal coutry head  Domenico Siniscalco per una perdita su un derivati resa nota dalla agenzia Bloomberg. Sembra che sia stata la Sec (la Consob americana) a chiedere alla Morgan Stanley di rientrare perché considerata troppo esposta sull'Europa. In tempi di austerity dura su pensionati e dipendenti tartassati da nuove addizionali e imposte sula prima casa per tutti, la perdita subita dal  Tesoro italiano  ha fatto rumore visto l'entità della passività subita. Certo si tratta di contratti molto sofisticati e con un rischio molto elevato ma ora si attende che l'opera di trasparenza prosegua rendendo noti i dettagli e i fini di queste operazioni fatte in passato.