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Turchia e Russia, il dialogo tra emergenti passa dalle banche sul Bosforo

La banca turca DenizBank, ex filiale locale della belga Dexia e ora controllata dalla russa Sberbank, rileverà le attività dell'americana Citigroup in Turchia che continuerà la sua presenza nel paese concentrandosi nel corporate. Lo rende noto l'istituto di credito russo che aveva pagato ai tempi a Dexia per Denizbank 3,6 milioni di dollari.

I dettagli della transazione non vengono per ora precisati, ma il numero uno di Sberbank, German Gref, ha detto che Citigroup in Turchia ha asset per 650 milioni di dollari e depositi per 800 milioni. Insomma la transazione è relativamente piccola ma significativa in termini geopolitici, visto che la Russia è il primo partner commerciale della Turchia grazie alle forniture di gas e prossimamente per gli aiuti nella costruzione della prima centrale nucleare turca.

Primo spunto di riflessione su  questa notizia: in pratica il quarto e quinto mercato emergente al mondo stanno facendo affari tra di loro senza passare dall'Europa o dagli Usa, anzi i russi si sostituiscono in successione a una società belgae poia una  americana nel promettenete mercato turco.

Secondo punto di riflessione: Sberbank, la banca più grande della Russia,  sta  espandendosi all'estero con un vigore rilevante: oggi la Turchia ma si ricorderà nei mesi scorsi l'acquisto del network nella CEE dell'austriaca Volksbank che era in grave difficoltà.  Potenza dei Brics verrbbe da dire, ma anche nuove alleanze tra potenze in crescita.