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FMI: a pagare il conto ineguale dei sacrifici greci sono stati i salariati e i pensionati

La Grecia sta tornando in carreggiata, dice il Fondo monetario internazionale in un report del 3 maggio 2013. " Tuttavia, – prosegue l'Fmi – l'insufficienza di alcune riforme strutturali ha fatto sì che l'aggiustamento sia stato raggiunto principalmente attraverso canali recessivi, con distribuzione ineguale del peso di aggiustamento". Che significa questa affermazione un po' tecnica del Fondo? Che i sacrifici non sono stati equamente distribuiti. "Tre problemi spiccano:

• Pochi progressi sono stati compiuti nella lotta alla famigerata evasione fiscale della Grecia. I ricchi e i lavoratori autonomi non hanno semplicemente pagato la loro giusta quota, che ha costretto a puntare su tagli di spesa e su tasse più alte per i salariati e i pensionati.

• Se le riforme del mercato del lavoro hanno causato un notevole calo dei salari nominali, questo ha  avuto riflessi in modo molto limitato sulla riduzione dei prezzi, a causa della mancata liberalizzazione delle professioni  e più in generale di un aumento della concorrenza. Questo è un altro motivo per cui anche gran parte del carico  del riequilibrio è finora caduto su salariati e pensionati.

• Mentre il riequilibrio dell'economia è stato associato a un aumento della disoccupazione nel settore privato, anche tra i giovani, il sovra-dimensionato settore pubblico è stata risparmiato dai tagli, a causa di un tabù contro i licenziamenti statali".  http://www.imf.org/external/np/ms/2013/050313.htm

In realtà l'ultima legge omnibus approvata dal Parlamento greco prevede la possibilità di licenziare 15mila dipendenti statali entro il 2014 di cui 4mila entro quest'anno in cambio di nuove assunzioni di giovani. Resta ferma la possibilità di sostituire un solo dipendente su cinque che vanno in pensione per ridurre di 150mila dipendenti entro il 2015 l'attuale numero di statali.

Comunque la precisazione del Fondo monetario è molto importante perché spiega in modo autorevole le cause del forte disagio sociale e le forti proteste che sono seguite alla misure di austerità con l'ingiustizia della distribuzione dei sacrifici.  Non era tanto l'austerità in sé a pesare ma la sua ingiusta applicazione che ha colpito soprattutto se non esclusivamente salariati e pensionati.  Anche gli oligopoli della distribuzione commerciale non hanno permesso, seppure  in presenza di diminuzione dei consumi, di vedere calare i prezzi al dettaglio che sono restati a lungo artificialmente elevati, sostenuti anche da vantaggi di professioni che bloccavano l'ingresso di nuovi protagonisti attraverso burocrazia e numeri chiusi. I costosi ristoranti  al Pireo erano sempre pieni durante la crisi ma le taverne popolari chiudevano i battenti. L'unica tassa che ha colpito tutti i contribuenti in modo uguale è stata quella sugli immobili, l'Imu greca, che ha per la prima volta costretto a versare all'Erario anche chi aveva fino ad allora evaso allegramente ogni balzello sul reddito personale.  Il sistema di riscossione dell'Imu greca, fatto attraverso la bolletta elettrica, non ha ammesso troppe evasioni:  a chi non pagava gli veniva tagliata la corrente elettrica. Non a caso il governo del premier conservatore Samaras ha proprogato la tassa sugli immobili anche al 2013, unica tassa che ha garantito il gettito mentre gli altri balzelli calavano vistosamente.

Ma la richiesta è stata fatta dalla troika e non ammetteva ripensamenti: pena il blocco della tranche di aiuti che finora ha raggiunto i 173 miliardi di euro di prestiti complessivi.