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Turchia in bilico tra democrazia di massa e democrazia liberale

Partiamo dalla cronaca per poi arrivare a un punto ideologico che coinvolge la Turchia del premier Erdogan e in generale altri movimenti dell'Islam politico tra cui i Fratelli musulmani in Egitto. Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha risposto alla reazione degli Stati Uniti alle sue
critiche nei confronti di Israele, accusato di aver giocato un ruolo nella destituzione del presidente egiziano Mohammed Morsi.
"Perché Washington rilascia una dichiarazione su questo tema? La Casa Bianca non avrebbe dovuto parlare. Se qualcuno doveva farlo, era Israele", ha dichiarato Erdogan in una trasmissione televisiva.
 Il premier turco aveva accusato lo stato ebraico di aver avuto un ruolo nella destituzione del 3 luglio, con il sostegno dei militari, del presidente egiziano eletto Morsi. "Quello che dicono a proposito dell'Egitto è che la democrazia non dovrebbe essere confusa con le urne. Chi c'è dietro questo? Israele", aveva dichiarato Erdogan, molto critico verso lo stato ebraico, a una riunione della sua formazione politica, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp) che governa a larga maggioranza la Turchia dal 2002. democrazia non è solo il voto ma un sitema di check and banlabces che permette anche alla minoranza di esprimere il proprio ruolo.
 "Noi ne abbiamo la prova", aveva aggiunto Erdogan, ricordando  le dichiarazioni pronunciate a un forum nel 2011 in Francia dal ministro della Giustizia israeliano, secondo il quale i Fratelli Musulmani – cui appartiene Morsi – non sarebbero riusciti a restare al potere anche se avessero vinto le elezioni. Morsi in effetti non ha saputo affrontare i problemi economici dell'Egitto e ha fatto un mezzo colpo di stato il giorno in cui ha cercato di mettersi sopra al sistema giudiziario e alle sue sentenze. 
La Casa Bianca ha respinto con fermezza le accuse di Erdogan, definite "aggressive, infondate e
false". Da parte sua Erdogan ha dichiarato che il comunicato della Casa Bianca lo aveva "contrariato", aggiungendo che questo atteggiamento di Washington nei confronti dei suoi alleati della
Nato era "sconveniente". Punzecchiature che Ankara si permette sapendo che la terribile vicenda siriana non permette a Washington di fare ameno di un alleato prezioso nell'area come la Turchia.
 Morsi è diventato il primo presidente egiziano democraticamente eletto nel giugno 2012, ma è stato destituito lo scorso luglio dai militare sostenuti da un'ondata di massa di malcontento popolare.
 Il governo turco, espressione dell'Akp e guidato da Erdogan, che aveva sviluppato rapporto amichevoli con Morsi e il Partito Giustizia e Sviluppo espressione dei Fratelli Musulmani, ha
definito la destituzione di Morsi "un colpo di stato". La destituzione di Morsi è stato vissuto come un avvertimento politico per Erdogan e il suo atteggiamento autoritario tenuto sulla vicenda di Gezi Park.

 Per i nuovi responsabili dell'Egitto le dichiarazioni del premier turco sono "senza reale fondamento" e "inaccettabili per ogni persona equa e sana di spirito". In Israele un responsabile dell'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu aveva bollato come "insensate" le dichiarazioni del capo del governo di Ankara.

C'è dunque una differenza profonda tra democrazia pura (totalitarismo di massa), che sembra essere quello che gli islamisti perseguono e la democrazia liberale classica (volontà dei molti, temperata dai bisogni dei pochi). Lo scontro di civiltà di Samuel Huntington è tutto su questo diverso significato dato dall'Islam politico al concetto di democrazia liberale.