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Dijsselbloem: “realistico” un nuovo piano di aiuti per la Grecia. E fanno tre

Finita la pausa estiva il presidente dell'eurogruppo, l'olandese,Jereon Dijsselbloem è stato chiamato "à la rentrée " in un'audizione al parlamento europeo a Bruxelles per sapere cosa ne pensa dello stato delle finanze dell'eurozona.  

Il presidente dell'eurogruppo, che ha preso il posto del lussemburghese Jean-Claude Juncker,  ha ammesso – dopo le frasi rilasciate ad agosto dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha parlato apertamente di un nuovo aiuto di 10 miliardi di euro ad Atene – che ipotizzare un nuovo piano di finanziamenti per la Grecia oltre quello in corso é  «realistico». Bene, l'ammissione non è certo una sorpresa per i mercati e gli osservatori. Quanto sarà esteso questo nuovo piano e in che cosa consisterà in dettaglio non é  però ancora chiaro a nessuno, a causa dei noti contrasti interni alla troika. La Commissione attraverso il commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, pensa di aumentare il periodo di restituzione dei debiti e a ridurre i livello dei tassi di interesse mentre l'Fmi ha accettato di pagare la sua quota nell'ultima tranche di aiuti, solo sulla promessa formale di un possibile nuovo intervento di soccorso in caso il debito pubblico non sia tornato sotto il 120% del Pil nel biennio 2014-2015.  Insomma che un nuovo intervento in Grecia sia necessario è ormai accettato da tutti. Come salvare la Grecia è, ome al solito, materia di scontro tra Bce, Ue Fmi che non smettono di accusarsi reciprocamente (e pubblicamente) dei fallimenti intervenuti nel salvataggio della Grecia. 

La cosa certa, ha aggiunto Dijsselbloem, «é che la Grecia ha fatto molti progressi, ma altri progressi sono necessari nella riforma del settore pubblico e del fisco: avremo in futuro una visione complessiva sull'attuazione del programma e sul suo finanziamento». Dijsselbloem si é riferito a un «potenziale» terzo programma mantenendosi prudente su un dossier che non accenna a vedere la parola fine dopo due piani di aiuti tra Ue e Fmi per complessivi 240 miliardi di euro. E ancora non bastano.