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Teheran nella tempesta, ma non è una metafora – L’Aiea saluta un passo avanti sulla trasparenza ma restano nodi

Teheran nella tempesta, ma non è una metafora. Una vera e propria tempesta di sabbia ha fatto almeno 4 morti e decine di feriti nella capitale iraniana, Teheran. In cira 50mila abitazioni, ha riferito l’agenzia di stampa semiufficiale Isna, é saltata la fornitura di energia elettrica e altrettante famiglie sono rimaste al buio. La tempesta ha cominciato ad abbattersi sulla capitale iraniana nel primo pomeriggio con venti che soffiavano a 120 km orari. Non é ancora chiara l’entità dei danni ma le autorità hanno consigliato ai residenti di restare in casa. «È come in un film di Hollywood, ho paura», ha detto una signora che aveva trovato rifugio in un supermercato. Circa un quarto d’ora dopo l’inizio della tempesta di sabbia ha comimnciato a piovere. I voli da e per Teheran sono stati annullati e il maltempo ha messo a rischio anche le comunicazioni telefoniche e via internet. Un’ora e mezza dopo i venti hanno cominciato a calmarsi. La gente ha ripreso l’auto e la città ha ripreso a mostrare il volto caotico di tutti i giorni.
Intanto l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha salutato gli sforzi fatti dal regime iraniano in tema di trasparenza sul suo controverso programma nucleare, ricordando tuttavia che non tutti i dubbi sono stati sciolti. Come sempre l’Aiea cerca di incoraggiare il dialogo ma è attenta a pungolare il regime iraniano a una mggiore collaborazione con gli ispettori dell’Agenzia. “L’Iran ha avviato un dialogo sostanziale con l’Agenzia”, ha detto Yukiya Amano, il direttore generale dell’AIEA in un discorso ai membri dell’agenzia. L’Iran sta negoziando dall’inizio dell’anno con le grandi potenze del “5+1” (Germania, Cina, Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Russia) un accordo che dovrebbe definitivamente rassicurare il resto del mondo sulla natura esclusivamente pacifica del suo programma nucleare in cambio di una revoca delle sanzioni internazionali. Il quarto round di colloqui tra il 5+1 e l’Iran si è concluso
a metà maggio nella capitale austriaca, senza “progressi tangibili”, e un nuovo ciclo sta per iniziare 16 giugno sempre a Vienna, nella sede dell’Onu. Le parti stanno ora tentando di raggiungere un accordo definitivo entro il 20 luglio. Il 23 maggio scorso, l’AIEA ha riferito che l’Iran per la prima volta dal 2008, ha fornito informazioni sulla ‘possibile dimensione militare’ – come la chiamano in gergo i diplomatici – soprattutto nei test sui detonatori. Questi sforzi ed altre misure accettate dall’Iran “sono un positivo passo in avanti”, ha detto Amano. L’Agenzia, tuttavia, ha ribadito, “non è in grado di garantire l’assenza di un materiale e di attività nucleare in Iran, né pertanto di concludere che tutti i materiali nucleari in Iran sono legati ad un’attività pacifica”. Fonti occidentali parlano di possibile slittamento del termine del 20 luglio, slittamento a cui non sarebbe contraria nemmeno la Casa Bianca.