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«Pasticcio Italia, la svolta economica non è arrivata». Der Spiegel boccia il Belpaese

Non siamo ai livelli della famosa copertina shock di Der Spiegel che ci ritraeva con un piatto di spaghetti e una pistola P38, ma i toni dell’articolo pubblicato sull’edizione online internazionale del maggior settimanale tedesco alla vigilia del difficile esame preventivo da parte di Bruxelles delle leggi di bilancio dei rispettivi paesi dell’eurozona non sono passati inosservati.
Il titolo dell’articolo è già un programma: «Bungle Bungle (gioco di parole che sta per «gran pasticcio» ma riecheggia un certo Bunga Bunga), l’impossibile svolta economica in Italia». L’idea di fondo è che con l’arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi l’Europa aveva cominciato a sperare nella possibilità di una svolta per la soluzione dei problemi economici dell’Italia. Cosa che non accadrà, secondo l’autore (Hans-Jürgen Schlamp, capo della redazione a Bruxelles, ex corrispondente da Roma), fino a che il Paese «non la smetterà di mentire a se stesso».

Tasse al top per le imprese
Der Spiegel ricorda che molti degli attuali problemi dell’Italia derivano da tempo immemore, prima della crisi: le imposte sul reddito d’impresa, per esempio. La Banca Mondiale (Paying Taxes 2014) stima l’onere fiscale delle imprese italiane al 65,8 per cento. Solo la Francia (64,7%) e Spagna (58,6%) si avvicinano a livelli tanto drammatici, e infatti si trovano ad affrontare problemi simili.
La media europea è notevolmente inferiore, al 41,1 %, mentre i vicini d’Italia, la Svizzera e la Croazia, hanno tassi di imposizione fiscale sulle società estremamente bassi del 29,1 e 19,8 % rispettivamente. Ciò premesso, è la tesi del settimanale tedesco, chi vorrebbe mai investire in Italia?
Giustizia civile lenta
Perché una causa civile o di lavoro prende una media di 2.992 giorni in Italia, mentre sono sufficienti 900 giorni in Germania? Ecco un elemento di incertezza che fa scappare gli investitori stranieri. Anche qui Der Spiegel racconta fatti già noti ma con una sottolineatura di situazione incancrenite nel tempo.
Elefantiasi legislativa sul Fisco
Perché i privati cittadini e gli imprenditori devono affrontare circa un centinaio di nuove leggi fiscali ogni anno, l’equivalente statistico di due nuove leggi a settimana? Una tale massa di produzione legislativa – scrive Schlamp – spesso caotica e mancante dei decreti attuativi, crea un clima ostile agli investimenti.
Energia troppo cara
I costi per l’energia (caricati di oneri fiscali vari) alla fine sono eccessivi e pesano sui costi manifatturieri e così fanno perdere competitività alla seconda manifattura d’Europa.
Sprechi di denaro pubblico per opere fantasma
In Italia, i progetti spesso vengono pianificati all’infinito, progettati e poi annullati, a volte prima, a volte dopo la costruzione. Diversi miliardi di euro sono stati investiti in ospedali mai finiti, impianti sportivi, teatri, ponti e tratti autostradali che ora stanno lentamente cadendo a pezzi. EUno spreco di denaro pubblico a cui si associa l’incapacità di spendere i soldi dei fondi europei, così come stigmatizzato dal presidente uscente della commissione Ue, José Barroso, nel corso della sua ultima visita in Italia dove ha visitato gli scavi di Pompei.