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Il problema dell’Italia: è colpa del debito o dell’euro? I Pigs sono tornati in positivo (salvo due)

Proviamo a rispondere a questo semplice quesito: i problemi dell’Italia sono colpa del debito pubblico al 130% del del Pil o dell’euro? Prima di rispondere facciamo un passo indietro. Mi ha molto colpito la reazione agli ultimi dati forniti da Eurostat sulla crescita europea e dell’eurozona nel terzo trimestre dell’anno rispetto al trimestre precedente e anno su anno.
Gli unici due Paesi tra quelli per cui sono disponibili i dati con una crescita negativa su base trimestrale sono Italia (-0,1%) e Cipro (-0,4%) ancora sotto l’ombrello del piano di aiuti. Male su base annua anche la Finalndia del commissario Ue Jyrki Katainen, che segna una contrazione economica dello 0,3% anno su anno ma positiva sul trimestre precedente (0,2%).
Tra le principali economie dell’eurozona, in luglio-settembre hanno segnato incrementi Germania (+0,1% su trimestre, +1,2% su anno), Spagna (+0,5%, +1,6%), Francia (+0,3%, +0,4%), Grecia (+0,7%, +1,4%) e Portogallo (+0,2%, +1%). L’Irlanda manca all’appello perché non ha ancora fornito i dati.
Quello che mi ha stupito è che la crescita migliore dell’eurozona spetta alla Grecia che esce da quattro anni di recessione e si appresta ad andare in territorio positivo con una crescita dello 0,6% quest’anno e del 2,9% nel 2015. Mi si dirà: Atene va bene, mentre i greci se la passano male. Vero, ma intanto il loro paese è tornato a crescere, la disoccupazione è calata seppure di poco, il turismo toccherà a fine anno il record storico di presenze, il bilancio pubblico ha toccato per la prima volta un attivo primario al netto degli interessi.
Prima considerazione: i Pigs, salvo Cipro e Italia, sono tornati tutti a crescere e rimanendo tutti nell’euro. Certo la medicina è stata amara, i sacrifici duri, ma ora si torna in territorio positivo. Spagna, Portogallo, Grecia sono tornati a crescere pur restando nella moneta unica. Hanno ridotto gli sperperi, l’evasione fiscale, migliorato l’efficienza delle loro imprese e della macchina statale, ridotto gli stipendi e le pensioni, ma sono tornati ad esportare e a creare, sepppure di poco, occupazione.
Conclusione. Alla luce dei risultati positivi dei nostri partner non è che il problema italiano sia il nostro debito, le nostre inefficienze e i nostri sperperi piuttosto che prendersela sempre con un nemico esterno come l’euro?