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Perché il comunicato di Mnuchin non è bastato al mercato

Comunicare con i mercati è un’arte difficile. Lo sa bene il segretario al Tesoro americano che ha emesso domenica un comunicato inusuale. Steven Mnuchin, ex banchiere di lungo corso di Goldman Sachs,  domenica scorsa ha rilasciato una dichiarazione molto insolita dove rendeva noto di aver chiamato gli amministratori delegati delle sei più grandi banche del paese. Il responsabile del Tesoro Usa ha reso noto che i sei banchieri gli hanno assicurato che le loro banche sono in buona salute e che hanno “ampia liquidità” da prestare a consumatori e imprese. Inoltre la crescita economica continua ad essere forte. Insomma secondo il Tesoro non ci sono problemi e “i mercati continuano a funzionare correttamente”. Tutto bene, dunque? Non proprio.

Secondo una fonte della CNN i principali ceo della banche interpellate al telefono da Mnuchin sono rimaste “totalmente sconcertati” dalla chiamata domenicale a mercati fermi. Non basta. Tutti i banchieri delle banche  (Morgan Stanley, JPMorgan Chase , Wells Fargo, Goldman Sachs , Bank of America e Citi) chiamati da Mnuchin sono rimasti sorpresi dalla decisione del Tesoro di rendere noto i colloqui in un un tweet dello stesso Mnuchin . Lunedì le azioni di JPMorgan Chase (JPM), Wells Fargo (WFC), Goldman Sachs (GS), Bank of America (BAC) e Citi (C) hanno perso terreno.

“Questo è il tipo di annuncio che solleva la questione se il Tesoro sia a conoscenza di problemi di cui il mercato non è informato”, ha scritto l’analista di Cowen & Co. Jaret Seiberg in una nota ai clienti, riportato dalla CNN. “Non solo si è consultato con le più grandi banche, ma ha parlato con tutti i regolatori finanziari alla vigilia di Natale, e noi non vediamo questo tipo di annuncio come costruttivo”. Una critica eccessiva? Forse, ma il mercato ha reagito in senso opposto alle aspettative del Tesoro.

Non a caso lunedì lo ‘ S&P’s 500 ha perso il 2,7%, il Nasdaq il  2,2%. e il Dow Jones, è sceso del 2,9%. Una perdita record per una vigilia di Natale avvenuta nonostante il generoso tentativo del Segretario al Tesoro Steven Mnuchin di calmare le acque agitate dei mercati, una mossa che si è rivalata però un boomerang.  Vero è che gli investitori sono preoccupati dalla situazione confusa  alla Casa Bianca dopo le dimissioni di James Mattis dal Pentagono e di John Kelly dal ruolo di capo dello staff, dallo shutdown parziale del governo sul bilancio e dallo scontro del presidente Donald Trump contro il governatore della Federal Reserve Jerome Powell, in un panorama contraddistinto da timori di frenata dell’economia globale.