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Perché per la Bce non è il momento di abbassare la guardia

Sarà stato il rally dell’euro contro il dollaro o un duro intervento che è suonato come una monito, pubblicato sul settimanale tedesco Der Spiegel di un ex banchiere d’investimento, David Marsh, che ha lanciato l’allarme sulla perdita di indipendenza delle banche centrali e ha invitato a non considerare l’inflazione morta perché tornerà quanto prima ricordando che la Bundesbank di Jens Weidmann è sempre pronta a vedere fantasmi di prezzi fuori controllo in un mondo che rischia la deflazione alla giapponese https://www.spiegel.de/international/business/monetary-policy-expert-david-marsh-we-are-witnessing-the-end-of-independent-central-banks-a-46b9e9f2-bd4b-47b4-926e-59eada80bc03. Sia come sia Lane, il capo economista della Bce, ha pubblicato a tambur battente in un blog sul sito della Bce, un giorno dopo l’intervento della presidente dell’Eurotower, un lungo intervento per integrare la Lagarde e mandare un messaggio ai mercati che la linea monetaria accomodante e la scelta di acquisti di assets non cambia.

“Dovrebbe essere assolutamente chiaro che non c’è spazio per l’autocompiacimento”, sulla ripresa dell’area euro. Così ha scritto il capo economista della Bce, l’irlandese Philip Lane in un post pubblicato sul blog della banca centrale https://www.ecb.europa.eu/press/blog/date/2020/html/ecb.blog200911~9864e7ae6d.en.html, in cui sottolinea che la ripresa economica nella regione  è “irregolare, con debolezze nel settore dei servizi” e in cui evidenzia che “l’inflazione è troppo bassa”. Insomma se alcuni settori tecnologici e manifatturieri si sono ripresi molti settori dei servizi sono ancora in coma.  L’intervento di Lane, coadiuvato da Danielle Kedan e Sebastiaan Pool, arriva a un giorno di distanza dalla conferenza stampa, complessivamente giudicata dagli “Ecb watcher ” gli osservatori di politica monetaria, piuttosto ‘soft’ del presidente della Bce, la francese Christine Lagarde, le cui parole potrebbero aver favorito l’innesco di un rally dell’euro contro il dollaro.
Il post di Lane ricorda molto, sebbene in misura più ridotta e con toni meno netti, quanto avvenuto lo scorso marzo, dopo l’errore di comunicazione di Lagarde sugli spread e sul ruolo della Bce e più in generale sui limiti della politica monetaria e i suoi rapporti con la politica fiscale. Anche in quel caso Lane in un blog pubblicato a maggio https://it.businessinsider.com/bce-il-capo-economista-svela-il-nuovo-compito-delleurotower-stabilizzare-gli-spread-dei-bond-sovrani/ intervenne per rassicurare i mercati che avevano cominciato a dubitare della volontà della Bce di mantenere l’unità dal punto di vista dei finanziamenti e del credito dell’eurozona.
Oggi Lane nel suo intervento dell’11 settembre precisa ancora una volta che l”inflazione nell’eurolandia è debole anche per l’apprezzamento dell’euro”, e sembra correggere un po’ il tiro rispetto ai toni usati precedentemente dalla Lagarde, anche se il capo economista ci tiene a dire che le dichiarazioni del numero uno dell’Eurotower sono state “accomodanti, ma non c’è stata nessuna variazione” nella politica monetaria dell’istituto. “Nei prossimi mesi – spiega Lane – sarà disponibile una serie di informazioni più ricche che aiuteranno a dare forma alla calibrazione della politica monetaria”.
Lane ricorda inoltre come – in base alle nuove stime – “l’inflazione complessiva dovrebbe rimanere negativa per il resto dell’anno a causa del precedente crollo dei prezzi del petrolio e della temporanea riduzione dell’aliquota IVA in Germania. Sebbene gli effetti di base sulla componente energetica e l’inversione della riduzione dell’Iva genereranno un rimbalzo meccanico nel 2021, il recente apprezzamento del tasso di cambio dell’euro smorza le prospettive di inflazione”. “L’inflazione complessiva – conclude – dovrebbe rimanere costantemente bassa nel medio termine, nonostante una graduale ripresa nell’orizzonte delle stime”. Insomma l’inflazione resta troppo bassa per poter invertire la rotta. Interventi troppo veloci farebbero ripetere errori del passato come quando nel 2011 il presidente della Bce Jean-Claude Trichet  decise di alzare i tassi, decisione passata alla storia per essere stata prematura, nonché devastante per la stabilità finanziaria dell’euro.
L’intervento di Lane si collega alla decisione della Commissione che sostiene l’impulso del presidente dell’Eurogruppo suo connazionale, Paschal Donohoe per quanto concerne la formalizzazione del nuovo trattato del Mes con gli emendamenti che permetteranno l’introduzione anticipata del ‘backstop’ per la risoluzione bancaria. Lo ha confermato il vicepresidente Valdis Dombrovskis appena nominato Zar del Commercio. Il ‘backstop’ è il salvagente finanziario di ultima istanza per la risoluzione delle banche. Infatti non sono ancora stati approvati l’assicurazione in solido dei depositi e l’uso del Meccanismo europeo di Stabilità come paracadute del Fondo di risoluzione bancaria se quest’ultimo non fosse sufficiente.