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Il Venezuela emette il primo bond di una società privata in dollari da 20 anni

In sé sembrerebbe una piccola cosa in un paese in piena crisi economica e un default da gestire sulle spalle: un’emissione di una società privata di un bond in dollari. E non parliamo del gigante, la società statale petrolifera PDVSA ma di un produttore di rum. Un segnale  significativo un tentativo di uscire dalla morsa delle sanzioni americane e trovare nuove vie di finanziamenti in valuta forte visto che le riserve  sono quasi a secco e una parte dell’oro della banca centrale venezuelana resta, a causa di una diatriba che dura da quasi due anni, di far rimanere il prezioso metallo in un deposito della Banca d’Inghilterra (Boe).  E si parla di 31 tonnellate depositate dalla Banca centrale del Venezuela (Bcv). La questione riguarda la titolarità del governo a gestire l’oro della banca centrale mentre l’opposizione venezuelana chiede che il prezioso metallo resti in custodia di Londra.
Ma torniamo all’emissione obbligazionaria. Da quando l’allora presidente venezuelano Hugo Chavez, decise di imporre controlli sui capitali nel 2003 in Venezuela erano sparite le emissioni obbligazionarie denominate in dollari. Nel frattempo però il prezzo del petrolio è calato, (causa Covid, riduzione dei consumi e decisioni dell’Opec che non ha ridotto la produzione), e con esso le rimesse statali e il paese sudamericano è sempre più in sofferenza. 
Così il capo dello Stato venezuelano, Nicolas Maduro, l’erede di Chavez, ha rotto gli indugi e ha deciso di intraprendere l’opzione di agganciarsi parzialmente al dollaro, consentendo agli istituti locali di fare crediti ai clienti anche in dollari. Che il governo di Caracas permetta che si tenga l’emissione nel biglietto verde è la conferma che il regime sta cercando di superare le sanzioni finanziarie americane facendo affluire moneta forte da altri canali.
Va precisato però che si tratta di obbligazioni non negoziabili in Europa per gli embarghi e la liquidità. Comunque si tratta di un produttore di rum venezuelano,  Ron Santa Teresa che ha emesso un’obbligazione in dollari, la prima di una società privata in oltre un ventennio. La società è un produttore di rum e l’obbligazione ha durata un anno ed è senza cedola (zero coupon). Il prezzo è 96, per cui il rendimento alla scadenza è del 4%. Secondo gli analisti potrebbe trattarsi di un primo cauto passo verso la parziale liberalizzazione della circolazione dei capitali. Non resta che attendere altre mosse nella stessa direzione prima di emettere verdetti troppo prematuri.