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Migranti: mancati rimpatri, 13 paesi rischiano restrizioni sui visti

La Commissione europea lancia un avvertimento a tredici paesi poco collaborativi sul fronte caldo dei mancati rimpatri. Cosa significa? Andiamo con ordine per capire meglio l’intricata vicenda. Sarebbero tredici i Paesi che rischiano di finire nella “black list” dell’Ue perché non collaborano sufficientemente sui rimpatri. A causa di questo atteggiamento poco collaborativo i paesi nella “lista nera” potrebbero (e il condizionale è d’obbligo) subire delle restrizioni sui visti Schengen. E’ quanto scrive il giornale tedesco “Die Welt” solitamente ben informato dando conto dell’analisi che i funzionari Ue hanno fatto su una lista totale di 39 Paesi, per lo più africani.
I meno collaborativi sono risultati: Iraq, Iran, Libia, Senegal, Somalia, Mali, Gambia, Camerun, Repubblica del Congo, Egitto, Eritrea, Etiopia e Guinea-Bissau. Questi Stati se non adempiono al loro obbligo, ai sensi del diritto internazionale di accogliere i propri cittadini espulsi dall’Europa, dovranno fare i conti con le restrizioni sui visti. Dall’estate, il tempo di elaborazione delle domande potrebbe essere esteso così come il periodo di validità dei visti rilasciati potrebbe essere ridotto. Potrebbe inoltre aumentare il costo addebitato per le pratiche burocratiche, già oggi attorno agli ottanta euro. Al momento però non è prevista la cancellazione né la riduzione delle quote dei visti concessi ai Paesi, ha assicurato la Commissione europea a Bruxelles.